Confezione e data di scadenza

 

Carta o atmosfera protettiva?

Il riso che vendiamo è disponibile in confezioni di carta o atmosfera protettiva. Nel primo caso la data di scadenza è sempre giugno dell’anno in cui lo state consumando. Nel secondo caso la data di scadenza è circa due anni.

Spesso c’è poca chiarezza sull’utilità e sulle differenze tra i due tipi di confezionamento, e ancor meno sul significato della data di scadenza. Prima di spiegare brevemente i pro e i contro delle due modalità di packaging, vanno fatte le dovute premesse in merito al significato della scadenza del riso, alle sue problematiche e al valore che ha la data di scadenza posta sulle diverse confezioni. (Se non volete leggere l’approfondimento, trovate i pro e i contro delle modalità di packaging direttamente in fondo a questa pagina).

Il riso è un prodotto dal bassissimo contenuto di acqua, è un prodotto “secco”, “disidratato”, e quindi, a differenza di frutta, verdura, latticini e altri prodotti che marciscono in pochi giorni o settimane, è solo soggetto a un lentissimo deterioramento e solo nel corso di molti anni, se conservato in modo adeguato: la data di scadenza è quindi spesso indicativa e non è mai categorica. Il riso non degrada se viene conservato a temperature inferiori ai 15 gradi, lontano dall’umidità e privato della luce; oppure, in alternativa, se viene semplicemente privato dell’ossigeno. Vale a dire che il problema della degradazione si risolve tenendo il riso al fresco (preferibilmente lontano dall’umidità e dalla luce), oppure sottovuoto (come erano le nostre vecchie confezioni), o in atmosfera protettiva, ovvero confezionato con una miscela di gas inerti. Per approfondimenti sulla atmosfera protettiva rimando alla pagina di wikipedia:  https://it.wikipedia.org/wiki/Atmosfera_protettiva

Un secondo problema del riso sono gli insetti che sviluppa al suo interno.Tutti i risi del mondo contengono all’interno di alcuni dei loro loro chicchi delle uova di insetti, che sono quasi sempre calandre. Questi insetti depongono le loro uova di grandezza infinitesimale all’interno dei chicchi di riso, quando questi sono ancora nelle spighe in risaia, e le uova si schiudono con l’arrivo dei mesi caldi: per questo motivo nelle farine e nei cereali potreste trovare degli insetti. Ci sono diversi modi per prevenire l’insorgere di questi sgraditi ospiti. In agricoltura convenzionale viene irrorato del disinfettante direttamente sul riso, che impedisce la schiusura delle uova delle calandre e delle farfalline. Facendo noi riso biologico, e non potendo quindi usare veleni, disinfettanti e conservanti, impediamo la schiusura delle uova sempre con le basse temperature o l’atmosfera protettiva.

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Quando acquistare il riso in carta e quando in atmosfera protettiva?

Quasi tutti i gruppi di acquisto solidale fanno due ordini all’anno, uno in inverno e uno in primavera/estate. In inverno prendono dunque il riso confezionato in carta e in primavera il riso confezionato in atmosfera protettiva.

Da quando il riso viene raccolto, tra ottobre e novembre, fino ai mesi caldi (fine maggio/giugno), noi vendiamo il riso confezionato in carta, perché durante quei mesi il riso non ha nessuno dei problemi di conservazione sopraelencati: non degrada e non sviluppa insetti. Quindi prendere il riso atmosfera protettiva tra novembre e giugno è assolutamente inutile, ammesso che non si faccia un solo ordine all’anno e in quel caso può avere senso. Da maggio/giugno fino a novembre confezioniamo tutto il riso in atmosfera protettiva, e vendiamo solo il riso così confezionato.

Quindi, anche se il riso confezionato in carta ha come data di scadenza “giugno” dell’anno in cui lo state consumando, non significa che a giugno sia immangiabile o realmente scaduto, ma significa che da quel momento in poi potrebbe sviluppare insetti o iniziare a degradare. Se lo tenete in frigo (o anche in freezer), vi durerà anni e anni senza nessuna alterazione.

 

Pro e contro dei due tipi di confezionamento

Confezionato in carta

PRO
– È più economico.
– È più ecologico.
– Comporta un lavoro minore nella produzione dei sacchetti e nelle operazioni di insacchettamento, quindi di conseguenza non comporta sprechi di energia.

CONTRO
– All’inizio delle stagioni calde, se non conservato adeguatamente, inizia a degradare e potrebbe sviluppare insetti.

Confezionato in atmosfera protettiva

PRO
– Conserva il riso tale e quale in tutte le stagioni e durante il corso di anni.
– Evita l’utilizzo di disinfettanti e conservanti.

CONTRO
– È più costoso.
– Insacchettarlo è un processo molto più laborioso, lento e dispendioso sul piano energetico.
– La plastica è materiale inquinante.